{"id":277,"date":"2022-08-20T11:27:00","date_gmt":"2022-08-20T11:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.erminiacasadei.it\/?p=277"},"modified":"2023-06-20T01:57:25","modified_gmt":"2023-06-20T01:57:25","slug":"accogliere-e-gestire-le-emozioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.erminiacasadei.it\/index.php\/2022\/08\/20\/accogliere-e-gestire-le-emozioni\/","title":{"rendered":"Accogliere e gestire le emozioni\u2026"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #3b9487;\">Le emozioni possono essere interpretate come \u201csintomi dell\u2019inconscio\u201d, che normalmente associamo alle sensazioni<em>.<\/em> Sono sintomi che attraverso uno stato emotivo, che sia positivo o negativo, ci comunicano come stiamo, se stiamo soddisfacendo i nostri bisogni e se ci\u00f2 che sentiamo \u00e8 congruo ai nostri valori. Le emozioni primarie sono le emozioni di base, da cui nascono poi quelle secondarie. Ci\u00f2 che \u00e8 importante \u00e8 conoscerle e imparare ad accoglierle e gestirle, poich\u00e9 sono fuori dal nostro controllo. <strong>Possiamo definire le emozioni risposte adattive del nostro corpo-mente. <\/strong>Loro compito \u00e8 infatti <strong>attivare una reazione specifica<\/strong> verso lo stimolo che arriva dall\u2019esterno o da dentro di noi, e in questo modo preparare l\u2019individuo a dare la <strong>risposta adeguata alla situazione<\/strong>. Ma diamo uno sguardo alle emozioni, a partire dalla <strong>paura <\/strong>\u00e8 la reazione ad un pericolo e costituisce la condizione emozionale principale per la sopravvivenza. Essa scatta attraverso la valutazione dell\u2019ambiente che ci circonda e si basa sull\u2019idea che non siamo in grado di poter affrontare una situazione che pensiamo potrebbe mettere in pericolo la nostra vita. La paura ha varie sfumature come l\u2019ansia, che ci rende proattivi\u00a0 nei confronti del nostro futuro. L\u2019ansia diventa disfunzionale nel momento in cui da luogo a preoccupazione rispetto ad eventi che devono ancora accadere. E poi la <strong>rabbia<\/strong>, che subentra nel momento in cui qualcuno sta violando i nostri principi, i nostri valori. Quando qualcuno nell\u2019azione o nella comunicazione calpesta i nostri valori, innesca in noi ira, collera, odio, poich\u00e9 si verifica un\u2019invasione della sfera emotiva. La rabbia genera l\u2019<strong>aggressivit\u00e0<\/strong>, un\u2019emozione che, se non gestita, ci porta ad attaccare le altre persone, verbalmente o fisicamente. E la <strong>tristezza<\/strong>, che \u00e8 considerata un\u2019emozione curativa, poich\u00e9 ha la funzione di riparare le ferite, poich\u00e9 prende le sue energie dall\u2019esterno. E\u2019 la normale reazione alla percezione di un evento, di una perdita, di un cambiamento. Quando ha compiuto la sua azione riparatrice, l\u2019umore migliora. La tristezza genera il <strong>senso di colpa<\/strong>. Esso indica che siamo noi a calpestare i nostri principi e valori e innescando nella nostra mente un dialogo basato sulla colpa. Il senso di colpa induce comportamenti auto-distruttivi della persona. E che dire della <strong>gioia. <\/strong>E\u2019 la manifestazione di una emozione che lascia intendere che quello che c\u2019\u00e8 nella nostra mappa mentale e che vive quella realt\u00e0, \u00e8 assolutamente in armonia. Se siamo gioiosi e felici, non c\u2019\u00e8 da riflettere su niente, bisogna godersela. La gioia \u00e8 una emozione che proviamo tuttavia in modo persistente, come tutte le emozioni, si tratta di attivit\u00e0 ormonali che si sviluppano dentro di noi. Noi spesso non abbiamo un diretto controllo su questo tipo di emozione e quando succede lo dovremmo vivere con gratitudine, dovremmo essere grati per quello che \u00e8 accaduto. Gioia genera <strong>amore, <\/strong>inteso come amare ed essere amati, che corrisponde ad uno dei principali bisogni psico-relazionali dell\u2019essere umano. L\u2019amore si fonda sul comportamento e riguarda il prendersi cura e la sessualit\u00e0, sul sapere, quando si ama la persona per ci\u00f2 che sa, sull\u2019identit\u00e0, quando si condividono con la persona amata credenze e valori, sulla spiritualit\u00e0, quando l\u2019amore raggiunge un livello talmente elevato in cui le due identit\u00e0 si fondono. L\u2019amore genera molte differenti emozioni, dalla <strong>vergogna<\/strong>, quando non ci sentiamo all\u2019altezza e non adeguati alle situazioni, alla <strong>frustrazione<\/strong>, quando non ci sentiamo compresi dalle persone che amiamo, alla <strong>delusione, <\/strong>quando riponiamo sugli altri aspettative eccessive, alla <strong>gelosia, <\/strong>quando abbiamo il timore, il sospetto o la certezza di perdere la persona amata ad opera di altri ed all\u2019<strong>invidia, <\/strong>in cui il senso di rivalit\u00e0 passa dalle persone alle cose. Non ci sono emozioni belle ed emozioni brutte. Ci sono emozioni. Importante \u00e8 come le viviamo, le accettiamo e le gestiamo. <em>Inside Out<\/em> \u00e8 un capolavoro della Walt Disney, che ho trovato geniale. E\u2019 un film che racconta le emozioni. Gioia per tutto il cartone snobba Tristezza perch\u00e9 dice che \u00e8 inutile. Invece, in questo passaggio Gioia capisce che anche la tristezza \u00e8 utile, per creare empatia. Ecco una prova di inefficacia della <strong>positive attitude<\/strong>. La positive attitude ha bisogno di essere <strong>introdotta<\/strong><strong>.<\/strong> L&#8217;atteggiamento positivo ha bisogno di presentarsi prima. Questo si chiama <strong>rapport<\/strong> in PNL (Programmazione Neurolinguistica) o empatia in psicologia. <strong>\u00c8 come quando un bambino si fa male<\/strong> e il genitore non riconosce il sentimento e va dritto alla risoluzione (per fretta, per economia di tempi&#8230;). Il genitore dice: <em>&#8220;ehi dai, non \u00e8 niente, \u00e8 gi\u00e0 passato tutto. forza dai, facciamo questa o quella cosa&#8221;<\/em>. A me capitava che se ero triste mi rispondevano che le tristezze della vita erano altre e che quello era niente. Niente? Solo Tristezza, nel film Inside Out, capisce <strong>l&#8217;importanza del rapport e dell&#8217;empatia con Bing Bong<\/strong><strong>. <\/strong>Solo Tristezza riesce a condurre Bing Bong verso un <strong>cambio d&#8217;umore<\/strong>. Quell\u2019 \u201c<em>It\u2019s gona be ok<\/em>\u201d di Gioia \u00e8 fuori luogo, \u00e8 troppo prematuro. Come poi sar\u00e0 alla fine del film, l&#8217;abbraccio con i genitori rappresenter\u00e0 la <strong>riapertura emotiva<\/strong> della bambina. Gioia impara una lezione importante, e insieme a lei tutti quelli che vogliono sempre stare <em>\u201c<\/em>on the sunny side of the road\u201d che alle volte, connettersi con l&#8217;emozione degli altri o la propria \u00e8 fondamentale per ripartire. In pratica, il <strong>rapport<\/strong> di Tristezza serve <strong>per comprendere e non negare<\/strong>. Negare sarebbe sbagliato, riconoscere il dolore per poi passare ad altro \u00e8 ci\u00f2 che si impara da questo meraviglioso passaggio in video.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3b9487;\">Ma per meglio comprendere le emozioni dobbiamo addentrarci\u00a0 in quei meccanismi e circuiti cerebrali che sono coinvolti nell\u2019origine delle emozioni. Il nostro cervello \u00e8 suddiviso in tre parti, il cervello rettiliano, che rappresenta il cervello pi\u00f9 antico ed \u00e8 necessario agli schemi di comportamento legati alla sopravvivenza dell\u2019individuo. In questa parte risiedono la paura e l\u2019aggressivit\u00e0, le due emozioni primarie di base. Inoltre il cervello limbico, che ha un ruolo fondamentale nell\u2019elaborazione di tutte le emozioni che guidano il comportamento degli individui. E infine la neocorteccia, che \u00e8 l\u2019elemento cerebrale pi\u00f9 giovane dell\u2019uomo evoluto. La neocorteccia \u00e8 molto sviluppata negli esseri umani ed \u00e8 la sede del linguaggio e della coscienza e di tutti quei comportamenti che richiedono un\u2019intelligenza pi\u00f9 elaborata per essere agiti. Ma come si generano le emozioni? Esse compiono due vie, la via primaria degli stimoli sensoriali e la via secondaria dei centri di elaborazione corticale. La prima viene attivata dal sistema rettiliano, che \u00e8 quello degli istinti come la sopravvivenza. Quando dall\u2019ambiente esterno arrivano input sensoriali al nostro cervello, esso per decodificarli come \u201cpericolosi\u201d innesca l\u2019emozione della paura. La seconda via si attiva nel momento in cui la risposta nei confronti dei pericoli relativi alla sopravvivenza ha un esito negativo. Immaginiamo di essere spaventati da una persona che riteniamo possa metterci in pericolo. Nel momento in cui realizziamo che quella persona non \u00e8 pericolosa, attraverso la via sensoriale, nella seconda fase avviene un processo di passaggio tra i vari meccanismi cerebrali, che traducono quell\u2019emozione di pericolo in un\u2019emozione di gioia per aver in qualche modo constatato di aver \u201cscampato il pericolo\u201d. In questa fase l\u2019ipotalamo produrr\u00e0 una serie di ormoni che andranno dal cortisolo all\u2019adrenalina, all\u2019ossitocina, alla serotonina e dopamina. Si tratta di catene di <strong>amminoacidi <\/strong>fatte di<strong> proteine.<\/strong> Ogni emozione ha una <strong>sostanza chimica<\/strong> a essa\u00a0<strong>associata <\/strong>ed \u00e8 l\u2019assorbimento di queste sostanze nel corpo, attraverso le cellule, a dare origine alla\u00a0<strong>sensazione<\/strong> che ci porta a <strong>identificare<\/strong>, e dare un nome-etichetta, a ci\u00f2 che stiamo provando: rabbia, gioia, tristezza, amore e cos\u00ec via. Le emozioni che noi viviamo si basano sui modelli inconsci e condizionati del nostro passato. Per modificare il nostro stato psico-fisico emozionale \u00e8 necessario suddividere le emozioni che ci piacciono da quelle che non ci piacciono, focalizzare il problema e concentrarsi sulla risoluzione dello stesso. Quando proviamo emozioni, nel nostro corpo si genera un sovraccarico di energie che dobbiamo necessariamente scaricare. E\u2019 fondamentale come reagiamo e come ci comportiamo, a partire dall\u2019ascolto di noi stessi. Ogni giorno \u00e8 necessario ritagliarsi del tempo per ascoltarsi, per focalizzare i nostri bisogni.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le emozioni possono essere interpretate come \u201csintomi dell\u2019inconscio\u201d, che normalmente associamo alle sensazioni. 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